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	<title>italia 10 e lode</title>
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	<description>storia, vacanze, arte e cultura,  gastronomia, artigianato, eventi, natura, laghi,montagna, golf, sci, mare, terme, sport e avventura</description>
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		<title>29/05—1/6 12 Paesaggi a presa rapida Vedute urbane nella fotografia di Riccardo Tosetto</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:51:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Link Sponsorizzati : The radio staggers against the backspace! &#160; 29/05—1/6 12 Paesaggi a presa rapida Vedute urbane nella fotografia di Riccardo Tosetto &#160; Inaugurerà martedì 29 maggio alle ore 18 presso Palazzo Malipiero la mostra Paesaggi a Presa Rapida. Vedute urbane nella fotografia di Riccardo Tosetto, organizzata dall’Atelier Edgard Larsen, nuova realtà nel campo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The radio staggers against the backspace!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.aplusa.it/wp-content/plugins/newsletter-pro/do.php?a=r&amp;nr=NDA7MjM0MDc7MjkvMDUmbWRhc2ggMS82IDEyPGJyIC8%2BUGFlc2FnZ2kgYSBwcmVzYSByYXBpZGE7aHR0cDovL3d3dy5hcGx1c2EuaXQvMjAxMi8wNS9wYWVzYWdnaS1hLXByZXNhLXJhcGlkYS0yLw%3D%3D" target="_blank">29/05—1/6 12<br />
Paesaggi a presa rapida</a><br />
Vedute urbane nella fotografia di Riccardo Tosetto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inaugurerà <strong>martedì 29 maggio alle ore 18</strong> presso Palazzo Malipiero la mostra<em> Paesaggi a Presa Rapida. Vedute urbane nella fotografia di Riccardo Tosetto, </em>organizzata dall’<strong>Atelier</strong> <strong>Edgard Larsen</strong>, nuova realtà nel campo dell’organizzazione di eventi in laguna. La mostra sarà aperta al pubblico fino a <strong>martedì 5 giugno</strong>, dalle 11 alle 14 e dalle 15 alle 18.</p>
<p><strong>Palazzo Malipiero</strong>, sede del padiglione del Montenegro in occasione della Biennale di Venezia, ospita le fotografie di <strong>Riccardo</strong> <strong>Tosetto</strong> (Noventa Vicentina, 1983), giovane fotografo veneto che nel corso dei suoi viaggi ha indagato il rapporto tra città e natura, testimoniando con i suoi scatti la riqualificazione delle periferie urbane.</p>
<p>I soggetti preferiti delle sue fotografie sono infatti le città. Il grigiore urbano di strade e edifici accompagna il visitatore all’interno di un percorso espositivo che raccoglie immagini di città lontane tra loro ma unite sotto l’insegna dell’architettura, in cui gli edifici sono isolati e decontestualizzati per cogliere gli elementi artistici che li rendono unici. Le immagini comunicano in maniera diretta quell’oggettività spersonalizzata che solo una costruzione architettonica può far percepire.</p>
<p>La mostra di Riccardo Tosetto sarà accompagnata da diversi momenti di incontro e riflessione sulla tematica del rapporto tra uomo e spazio urbano e da sperimentazioni poetiche e performance di artisti dell’Atelier Edgard Larsen.</p>
<p><strong>Martedì 29 maggio</strong>, in occasione dell’inaugurazione della mostra, avrà luogo la performance <em>Labyrinth,</em> imperniata sull’idea di labirinto come spazio fisico, sociale e immaginifico, una potente sinergia tra le poesie di <strong>Julian Zhara</strong> (giovane poeta con all’attivo già due pubblicazioni, <em>Liquori </em>e <em>In Apnea</em>), la ricerca sonora del compositore <strong>Ilich Molin </strong>e<strong> </strong>la video arte di<strong> Enrico Sambenini</strong></p>
<p><strong>Mercoledì 30 maggio, ore 18,</strong> sarà organizzata una tavola rotonda dal tito<em>lo</em><em> Trasformazioni urbane condivise: dalla proposta all’azione</em>, incentrata sul tema della riqualificazione urbana. I relatori coinvolti sono professori delle due università veneziane: Francesco Vallerani e Gherardo Ortalli di <strong>Ca’ Foscari</strong>, Sabina Lenoci, Milena De Matteis, Francesco Gastaldi e Laura Fregolent dello <strong>IUAV</strong>.</p>
<p><strong>Giovedì 31 maggio</strong>, <strong>ore 18</strong>, <strong>Alessandro Burbank</strong>, vincitore di diverse <em>poetry slam,</em> proporrà un reading poetico, seguito dal concerto di chitarre, percussioni e voci del gruppo <em><strong>Culture Verticali</strong></em><em>, </em>formato da <strong>Emiliano Montermini</strong>, <strong>Massimiliano Mautone</strong> e <strong>Redouane Taoufiq</strong>.</p>
<p>Il progetto è pensato e organizzato dall’<strong>Atelier</strong> <strong>Edgard Larsen</strong>, fondato a Venezia da un gruppo di giovani professionisti del settore artistico e culturale. Edgard Larsen si pone come atelier – laboratorio di attività artistiche e progettualità culturale – che confeziona eventi unici, fatti su misura, con l’intento di rispondere alle necessità dell’ambiente in cui si muove. L’Atelier è attivamente impegnato nella ricerca di soluzioni innovative, convinto che l’arte sia un veicolo di evoluzione sociale e di crescita territoriale.</p>
<p>Alla realizzazione del progetto, patrocinato dalla <strong>Fondazione Bevilacqua La Masa</strong>, hanno contribuito <strong>A plus A Centro Espositivo Sloveno, Etnoblog Trieste </strong>e<strong> Rebiennale</strong>, laboratorio permanente di progettazione ed auto-costruzione dell’habitat sociale, che si occupa del recupero di materiali di allestimento delle edizioni della Biennale di Venezia.  Un contributo fondamentale alla serata inaugurale è dato dallo sponsor tecnico, il Consorzio Tutela Vini DOC “FRIULI GRAVE”.</p>
<p><a href="http://www.aplusa.it/wp-content/plugins/newsletter-pro/do.php?a=r&amp;nr=NDA7MjM0MDc7TW9yZSBpbmZvO2h0dHA6Ly93d3cuYXBsdXNhLml0LzIwMTIvMDUvcGFlc2FnZ2ktYS1wcmVzYS1yYXBpZGEtMi8%3D" target="_blank">More info</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/2905-16-12-paesaggi-a-presa-rapida-vedute-urbane-nella-fotografia-di-riccardo-tosetto.html/attachment/untitlenheim2-bilbao" rel="attachment wp-att-727"><img class="alignright size-medium wp-image-727" title="untitlenheim2-bilbao" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/untitlenheim2-bilbao-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
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		<title>Barchiamo cene di luna piena 2012</title>
		<link>http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-treviso/barchiamo-cene-di-luna-piena-2012.html</link>
		<comments>http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-treviso/barchiamo-cene-di-luna-piena-2012.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:41:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[APERTURE DI STAGIONE CON LE LUNE DI BARCHIAMO &#160; A tutti gli Amici e Appassionati delle gite al Chiaro di Luna, la Barchiamo ha il piacere di proporvi le prime cene di Luna piena della Stagione 2012. &#160; Partenza dalla base Barchiamo di Casier alle ore 20.30, alle 21.45 circa si approda all’Hosteria del porticciolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-treviso/barchiamo-cene-di-luna-piena-2012.html/attachment/barchiamo0" rel="attachment wp-att-720"><img class="aligncenter size-full wp-image-720" title="barchiamo0" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/barchiamo0.jpg" alt="" width="664" height="135" /></a></p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">APERTURE DI STAGIONE CON LE LUNE DI BARCHIAMO</span></strong></p>
<p align="center">
<p align="center"><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-treviso/barchiamo-cene-di-luna-piena-2012.html/attachment/barchiamo1" rel="attachment wp-att-719"><img class="aligncenter size-full wp-image-719" title="barchiamo1" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/barchiamo1.jpg" alt="" width="373" height="342" /></a></p>
<p align="center">
<p>&nbsp;</p>
<p>A tutti gli Amici e Appassionati delle gite al Chiaro di Luna, la Barchiamo ha il piacere di proporvi le prime cene di Luna piena della Stagione 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Partenza dalla base Barchiamo di Casier alle ore 20.30, alle 21.45 circa si approda all’Hosteria del porticciolo di Sant’Elena si svuota al cambusa e si riparte senza fretta, dopo una suggestiva navigazione tra le rive e le ville del fiume Sile, approderemo alla base di Casier alle 01.30 circa.</p>
<p>Il menù prevede:</p>
<p>Frittura mista anelli di calamari e seppioline i giorni<strong> 30 maggio 2 e 5 giugno</strong> o seppioline con la polenta, <strong>i</strong> giorni<strong> 1, 4 e 6 giugno,</strong> sempre accompagnati da patatine fritte, insalata mista, birra media alla spina, prosecco o  bibita in lattina</p>
<p><strong>Chi non desidera fare tardi invece potrà aggregarsi alle serate dei giovedi,</strong><strong> 31 maggio e 7 giugno</strong><strong> gustando un piatto di Cevapcici all’Imbarcadero di Cendon.</strong></p>
<p>Partenza dalla base della Barchiamo di Casier alle 20.30, navigazione fino al cimitero dei burci, ore 21.30 circa tutti  a tavola, terminata la degustazione si navigherà al Chiar di Luna, sbarcando alle 00.00 circa.</p>
<p>A tavola troverete:</p>
<p>piatto di Cevapcici con patatine fritte, insalata mista, birra media alla spina, vino o bibita in lattina</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">Prezzo speciale per i naviganti, 20 Euro, tutto compreso!</span></strong></p>
<p>Vi aspettiamo ad ingrossare le file della ciurma</p>
<p>STAFF BARCHIAMO</p>
<p><strong>P.S. La prenotazione è obbligatoria e va effettuata, entro 3 giorni dalla data della serata scelta, esclusivamente via mail a </strong><a href="mailto:monia@barchiamo.eu" target="_blank"><strong>info@barchiamo.eu</strong></a><strong>. Non si accettano prenotazioni telefoniche</strong></p>
<p>ALLA PRENOTAZIONE INDICARE UN NOMINATIVO, IL NUMERO DEI PARTECIPANTI, UN RECAPITO TELEFONICO E LA SERATA SCELTA.</p>
<p align="center">
<p align="center">IN CASO DI BURRASCA LA BARCHIAMO SI RISERVA DI ANNULLARE LA SERATA.</p>
<p align="center">
<p>VI CONSIGLIAMO DI PORTARE UNA FELPA, C&#8217;E&#8217; SEMPRE UN PO&#8217; DI UMIDITA&#8217; AL RIENTRO.</p>
<p><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-treviso/barchiamo-cene-di-luna-piena-2012.html/attachment/barchiamo2" rel="attachment wp-att-721"><img class="aligncenter size-full wp-image-721" title="barchiamo2" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/barchiamo2.jpg" alt="" width="664" height="74" /></a><a href="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/luna-piena-2012.pdf">luna piena 2012</a></p>
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		<title>Bando per l&#8217;assegnazione di due spazi presso l&#8217;Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a giovani artisti</title>
		<link>http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/bando-per-lassegnazione-di-due-spazi-presso-latelier-eve-arv-di-forte-marghera-a-giovani-artisti.html</link>
		<comments>http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/bando-per-lassegnazione-di-due-spazi-presso-latelier-eve-arv-di-forte-marghera-a-giovani-artisti.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 08:25:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Bando per l’assegnazione di due spazi presso l’Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a giovani artisti &#160; Eventi-Arte-Venezia, in collaborazione con MarcoPoloSystem e Parco del Contemporaneo indice un bando per l’assegnazione di due spazi presso l’Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a due giovani artisti da adibire a studio per la durata di nove mesi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Bando per l’assegnazione di due spazi presso l’Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a giovani artisti</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Eventi-Arte-Venezia, in collaborazione con MarcoPoloSystem e Parco del Contemporaneo indice un <a href="http://www.eventiartevenezia.com/joomla/index.php?option=com_acymailing&amp;no_html=1&amp;ctrl=url&amp;urlid=8&amp;mailid=13&amp;subid=7803" target="_blank">bando per l’assegnazione di due spazi presso l’Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a due giovani artist</a>i da adibire a studio per la durata di nove mesi, dal periodo di giugno 2012 a gennaio 2013, con possibilità di proroga fino a giugno 2013.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Requisiti per la partecipazione</strong></p>
<p>Per partecipare alla selezione i richiedenti dovranno avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni alla data di pubblicazione del presente bando.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Modalità di partecipazione</strong></p>
<p>Inviare alla casella di posta <a href="mailto:eventiartevenezia@gmail.com" target="_blank">eventiartevenezia@gmail.com</a> un’e-mail titolata &#8211; Bando Atelier 2012 e, a seguire cognome e nome del partecipante. In allegato inserire una cartella (nominata con cognome e nome del partecipante) in formato zip o rar del peso massimo di 10 mb contenente:</p>
<p>- dettagliato curriculum vitae in cui esplicitare data e luogo di nascita e attuale domicilio<br />
del partecipante<br />
- portfolio digitale<br />
- progetto di sviluppo e di crescita del proprio lavoro finalizzato all’utilizzo dell’atelier</p>
<p>Questo materiale dovrà essere inoltrato alla casella di posta elettronica sopraindicata entro e non oltre le ore 18:00 del 16 giugno 2012.</p>
<p>Nell’eventualità di voler presentare materiale cartaceo vario, video documentativi o file particolarmente<br />
pesanti è possibile inviare un CD o DVD inviandolo tramite raccomandata a/r indirizzata a:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>BANDO ATELIER EVENTI ARTE VENEZIA<br />
C/O Tommaso Zanini<br />
Via Miraglia 1<br />
30174 Mestre-Venezia<br />
Bando per l’assegnazione di due posti presso<br />
l’Atelier EVE AR:V. di Forte Marghera a giovani artisti</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Procedure e condizioni delle assegnazioni</strong></p>
<p>Entro il 22 giugno 2012 una Commissione presieduta dai direttori di Eventi-Arte-Venezia procederà alla comunicazione delle assegnazioni una volta riscontrata la sussistenza dei requisiti e valutati discrezionalmente i curricula e i progetti di sviluppo. L’elenco dei beneficiari sarà pubblicato sul sito dell’Associazione e i vincitori verranno contattati tramite e-mail.<br />
I dati forniti verranno trattati nel rispetto di quanto previsto dal D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”; Eventi-Arte-Venezia non è responsabile del materiale aggiuntivo non richiesto dal bando che verrà restituito solo al ritiro del legittimo proprietario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Benefit</strong></p>
<p>Ai vincitori del bando verrà garantita per nove mesi la possibilità di utilizzo degli spazi dell’associazione senza limiti di tempo. Si procederà inoltre alla formazione di un calendario di studio visits e momenti di presentazione pubblica dei lavori degli artisti ospitati, attraverso la modalità “Atelier Aperto”. Inoltre, gli artisti selezionati potranno avvalersi dei servizi di comunicazione dell’associazione stessa, in modo da valorizzare e diffondere quanto viene progettato e sviluppato all’interno del programma di residenza.<br />
La fruibilità dell’atelier è concessa previo tesseramento all’Associazione al costo totale di 10 €.<br />
Grazie al contributo della Cooperativa Sociale Controvento viene inoltre garantito un servizio di ristorazione convenzionato agli artisti vincitori per tutto il periodo di residenza. L’attività della Cooperativa Controvento mira a sviluppare una forma di socialità e ristoro sostenibile attraverso la vendita di prodotti biologici grazie ad una logistica basata sui principi della filiera corta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Atelier</strong></p>
<p>L’Atelier di Eventi-Arte-Venezia è situato presso Forte Marghera, uno dei parchi più affascinanti e particolari di Venezia Mestre. Il Forte è una ex fortezza ottocentesca e caserma dell’Esercito Italiano situata nelle immediate vicinanze di Parco San Giuliano e a circa 3 km da Venezia. Il Forte, oggi proprietà del Comune di Venezia, fa parte del campo trincerato di Mestre. L’Atelier, in questo contesto, è situato nel Padiglione Palmanova, ex tipografia della caserma, struttura industriale ideale per accogliere anche opere di grandi dimensioni. Dal 2008 Eventi-Arte-Venezia è attiva nella riqualificazione dello spazio e dell’area circostante. Il programma di attività dell’Associazione si realizza in maniera diffusa sul territorio veneziano attraverso iniziative di produzione, progettazione e realizzazione di mostre ed eventi legati all’arte contemporanea.</p>
<p>Per fotografie e altre informazioni riguardo alla struttura dell’Atelier visitare il blog dell’Associazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr />
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.eventiartevenezia.com/joomla/index.php?option=com_acymailing&amp;no_html=1&amp;ctrl=url&amp;urlid=8&amp;mailid=13&amp;subid=7803" target="_blank">www.eventiartevenezia.com</a></p>
<p>eventiartevenezia@gmail.com</p>
<p><a href="tel:%2B39%203335982859" target="_blank">+39 3335982859</a></p>
<p><img src="http://www.eventiartevenezia.com/joomla/index.php?option=com_acymailing&amp;ctrl=stats&amp;mailid=13&amp;subid=7803&amp;no_html=1" alt="" width="50" height="1" border="0" /></p>
<p>Scarica Pdf</p>
<p><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/bando-per-lassegnazione-di-due-spazi-presso-latelier-eve-arv-di-forte-marghera-a-giovani-artisti.html/attachment/evearv_bando" rel="attachment wp-att-715">evearv_bando</a></p>
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		<title>DA VENEZIA AL GARDA VIA &#8230; MONTAGNE&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 08:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigio-Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il trasporto galee venete via terraferma avvenuto nel 1439, da Venezia a Torbole, sul lago di Garda. de Gigio Zanon. L&#8217;eccezionale interesse suscitato dal recente trasporto via terraferma del sommergibile Toti mi offre lo spunto per fare un ideale collegamento con un&#8217;impresa simile avvenuta però ben 566 anni prima, e presumo misconosciuta anche a Venezia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p data-ft="{&quot;type&quot;:1,&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><a href="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/barca.jpg"><img class="wp-image-707 alignright" title="barca" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/barca.jpg" alt="" width="479" height="298" /></a>Il trasporto galee venete via terraferma avvenuto nel 1439, da Venezia a Torbole, sul lago di Garda.<br />
de Gigio Zanon.</p>
<p>L&#8217;eccezionale interesse suscitato dal recente trasporto via terraferma del sommergibile Toti mi offre lo spunto per fare un ideale collegamento con un&#8217;impresa simile avvenuta però ben 566 anni prima, e presumo misconosciuta anche a Venezia.<br />
Si tratta di un episodio della guerra tra i Visconti e la Serenissima che stava tentando di estendere e consolidare i suoi domini in terraferma.<br />
Durante la guerra accanita insorta fra filippo Maria visconti ed i Veneziani,Riva cadde in potere di quest&#8217;ultimo nell&#8217;anno 1440,avendo il principe vescovo (di Trento)preso le parti del Visconti.<br />
I migliori condottieri italiani guidavano gli eserciti.Nicolò Fortebraccio,detto il Piccinino,per i visconti;Gattamelata (il di cui magnifico monumento,eretto da Donatello si ammira a Padova)e<br />
Per portare aiuto agli alleati assediati a Brescia, e contrastare l&#8217;egemonia dei milanesi anche sul lago di Garda, il Senato veneto approvò il piano &#8211; decisamente azzardato &#8211; di armare una flottiglia di galee appositamente costruite all&#8217;Arsenale di Venezia, da opporre alle imbarcazioni da guerra viscontee che presidiavano l&#8217;intero bacino lacustre.<br />
I cronisti che descrissero il &#8220;memorabile trasporto&#8221; non sono concordi sul numero delle navi che risalirono contro corrente il corso del fiume Adige, fino all&#8217;altezza di Mori, in Trentino, ma una carta geografica tracciata proprio in quel periodo &#8211; nota come &#8220;carta dell&#8217; Almagià&#8221;, conservata all&#8217;Archivio di Stato di Venezia (Miscellanea mappe, dis. 1438) &#8211; riporta la sagoma di sei grandi imbarcazioni impegnate nel tragitto tra la valle dell&#8217; Adige e quella del Sarca, tre delle quali hanno in evidenza l&#8217;albero di trinchetto, che mediamente misurava circa 13 metri e mezzo.<br />
Le dimensioni di una galea di quel periodo erano comunque di tutto rispetto: approssimativamente 41 metri di lunghezza, larghezza metri 6,20, altezza 2,80 metri (alberi esclusi), pescaggio di 1,80 metri, peso di circa 250 tonnellate. Oltre a queste unità navali maggiori, facevano parte della flotta altre 25 imbarcazioni più piccole, dette copani, che servivano d&#8217;appoggio alle galee.<br />
Si può immaginare la difficoltà di trainare lungo un fiume dal corso irregolare ed in periodo forse di magra (era il gennaio/febbraio del 1439) un convoglio così pesante, ma soprattutto è incredibile la capacità logistica dei genieri veneti nel superare ostacoli naturali, trarre in secca e trasportare attraverso 15 miglia di terreno impervio, utilizzando appositi pontoni mobili per sostenere e far scorrere in sicurezza le imbarcazioni, potendo contare solo sulla forza delle braccia di numerosi &#8220;volontari&#8221; e, quando vi era lo spazio di manovra, di duemila buoi apparigliati e requisiti appositamente. Ce ne volevano 120 paia per ogni galea!<br />
Se per stabilire il tragitto del Toti ci sono voluti quattro anni per studiare il piano di trasporto da Cremona fino al Museo della Scienza e della Tecnologia, notevole la rapidità di decisione dimostrata dai nostri avi: ottenuto l&#8217;avallo del Senato il primo dicembre 1438, in meno di quattro mesi le imbarcazioni erano alla fonda del porto di Torbole, in perfetta efficienza, nonostante avessero attraversato un territorio non strettamente controllato dalle milizie venete.<br />
Altra difficoltà in più rispetto al trasporto del Toti è l&#8217;altimetria della zona attraversata: se i primi 11 km di viaggio erano stati relativamente &#8220;pianeggianti&#8221; (60 metri di dislivello da un capo all&#8217;altro della valle attraversata), con la provvida presenza addirittura di un tratto da percorrere in acqua, per via del bacino lacustre del laghetto di S. Andrea (o di Loppio, ora non più esistente), bisognava affrontare in poco più di un chilometro un dislivello di 50 metri, per valicare il passo di San Giovanni (278 metri s.l.m.) e poi scendere bruscamente di 200 metri nei due chilometri rimasti da percorrere, e raggiungere la quota del lago di Garda (65 metri s.l.m.).<br />
Una suggestiva tradizione racconta di una brezza favorevole che consentì ai &#8220;marinai di terra ferma&#8221; di alzare le vele e facilitare l&#8217;immane fatica di uomini e buoi nel ripido tratto tra il lago di Loppio ed il soprastante passo. Non meno pericolosa fu la discesa, ove la spinta verso il basso delle pesanti galee fu trattenuta a stento con robuste funi ancorate ad argani, massi ed addirittura ai secolari ulivi che costeggiavano la valle di Santa Lucia. L&#8217;attrito delle funi sulle preziose piante fu devastante e molte di esse si spezzarono per lo sforzo sostenuto.<br />
Nonostante l&#8217;arditezza dell&#8217;impresa &#8211; tecnicamente riuscita e costata alle casse dogali una somma di 15.000 ducati &#8211; purtroppo, il destino della &#8220;flottiglia alpestre&#8221; comandata dall&#8217;ammiraglio Zeno non fu all&#8217;altezza delle aspettative della Serenissima: Brescia non ebbe l&#8217;aiuto sperato e la forza navale viscontea costrinse le galee &#8211; così faticosamente trascinate da Venezia al Garda per una via del tutto inedita &#8211; a &#8220;mettersi in salvo dietro forte steccato&#8221; appositamente allestito. alle foci del fiume Sarca.<br />
Una vera e propria battaglia navale sulle acque antistanti il Ponale avvenne nell&#8217;aprile del 1440 ed in questa occasione la sorte fu favorevole ai veneziani. Ottenuto il controllo quantomeno della sponda orientale del lago di Garda, il Senato veneto stabilì di rafforzare la flotta assemblando nel porto-cantiere di Torbole i vari componenti di altre imbarcazioni da guerra, stavolta portate già smontate via terraferma dall&#8217; Arsenale.<br />
L&#8217;eccezionalità dell&#8217;impresa fu comunque tale che molti vollero attribuirsene l&#8217;ideazione: uno per tutti il capitano di ventura Erasmo Gattamelata.<br />
A Padova, nell&#8217;iscrizione in latino sul basamento del celebre monumento equestre realizzato da Donatello c&#8217;è un preciso riferimento al trasporto della flotta per i monti trentini, anche se molti storici concordano nell&#8217;individuare in tale Nicolò Sorbolo il vero artefice dell&#8217;ardito piano. Nel Palazzo ducale a Venezia, nella sala del Maggior Consiglio si possono ammirare due grandi quadri raffiguranti sia il trasporto delle galee (autore il Montemezzano) che la battaglia navale del Ponale (dipinto del Tintoretto).<br />
Presso il Museo allestito nel castello scaligero di Malcesine, esiste una sezione ¬denominata &#8220;sala delle galee&#8221; &#8211; dedicata all&#8217;episodio in questione, ed alle vicende inerenti il recupero di una galea veneziana affondata nel 1509 nel lago dinanzi al porto di Lazise dallo stesso comandante nel 1509 per non lasciarla in mano al nemico: ma questa è tutt&#8217;altra storia &#8230;<br />
Data la straordinarietà del fatto, molti storici se ne occuparono, e ne tramandarono notizia: purtroppo l&#8217;abbondanza di fonti evidenzia una grande discordanza tra di esse. Un dato comunque pare assodato. La spedizione navale nell&#8217; entroterra veneto-trentino fu portata a termine in pochi mesi, tra il gennaio ed il marzo 1439.<br />
Prima di addentrarci nei dettagli di questa epica impresa, voglio qui riassumere quanto più insigni storici, quali il Romanin e il Musatti, hanno riportato nelle loro cronache, inoltre, di seguito una sintetica relazione stilata nel 1984 dall&#8217;ing. Alessandro Turrini, storico della Marina, grande esperto in materia e, tra l&#8217;altro, ex comandante di sommergibili nella Marina militare italiana.</p>
<p>Per rifornire Brescia &#8211; assediata dai Visconti &#8211; di armi, viveri e soldati e contrastare la piccola flotta dei Visconti già presente sul lago di Garda, vennero studiate dal Senato veneto tutte le possibili soluzioni ed alla fine venne scelta quella ideata da un ufficiale della Marina Veneziana: Nicolò Sorbolo.<br />
Il Sorbolo nel dicembre del 1438 propose al Senato di allestire una flotta composta da sei grosse galee e venticinque piccole navi. Questa flotta avrebbe dovuto risalire l’ Adige fino a Ravazzone, cinque chilometri a valle di Rovereto. A Ravazzone la flotta sarebbe stata messa in secca e trasportata attraverso la val di Loppio e illaghetto di Loppio fino ad essere varata nuovamente a Torbole nel lago di Garda.<br />
Il percorso da Venezia fino a Verona fu abbastanza facile. La risalita dell &#8216;Adige da Verona fino a Ravazzone fu difficile soprattutto per le grosse galee le quali dovettero essere trascinate controcorrente con lo sforzo congiunto di tutti i rematori e numerosissime coppie di cavalli trainanti dalle rive. &#8230;<br />
Vennero reclutate diverse centinaia di uomini oltre ai marinai della flotta e vennero radunati più di 2000 buoi. Nel breve periodo di un mese la flotta veneziana era al completo a Ravazzone &#8230;<br />
La prima difficoltà fu la messa in secca delle galee. La configurazione del terreno non consentiva l&#8217;impiego dei buoi per cui tutto il lavoro fu eseguito dai soli uomini, i quali impiegarono più di otto ore per tirare in secca ciascuna galea. ..<br />
Naturalmente a causa del peso e delle dimensioni notevoli delle galee, non era possibile realizzare dei carri in grado di trasportarle. Venne quindi progettato e realizzato sul posto uno speciale scalandrone smontabile per ogni galea lungo circa settanta metri. Lo scalandrone veniva montato davanti alla galea, la stessa veniva fatta scorrere, dopodiché lo scalandrone veniva smontato e rimontato nuovamente davanti alla prora. Per il traino di ciascuna nave venivano impiegati ben 240 buoi. ..</p>
<p>Samuele Romanin, Storia documentata di Venezia – tomo IV – pag. 145 e seg.<br />
“………………<br />
Venezia intanto non mancava gli adoprarsi in ogni modo possibile per salvare una sì fedele ed importante città. Rinnovò la lega coi Fio¬rentini, ricondusse al suo soldo Francesco Sforza, ordinò al Gattamelata tentasse ogni via di giungere con rinforzi a Brescia. Egli si mise in cammino pei monti del Trentino per Lodrone ed Arco, ma scontratosi col Piccinino, dopo fiero conflitto fu costretto tornarsi ad¬dietro, riconducendo con non poca sua lode, salvo l&#8217;esercito a Padova.<br />
Unica via che ancor rimanesse ad approvvigionare Brescia era quella del lago di Garda, poiché essendo la costa orientale di esso formata dal Veronese, imbarcati colà i viveri, facilmente si potevano condurre a Brescia, e se il Piccinino fosse accorso a vietarlo avrebbe facilmente lasciata libera o poco munita la strada da Brescia a Verona. Ma nel lago non avevano i Veneziani alcun naviglio, mentre il nemico teneva un&#8217; armetta a Peschiera, e altri posti fortificati all&#8217;intorno.<br />
In tanta difficoltà la Repubblica aveva accolto fino dal dicembre 1438 il temerario progetto di un Blasio de Arboribus (o Nicolò Carcavilla o Caravilla) e Nicolò Sorbo¬lo di far passare pei monti una flottiglia dall&#8217;Adige nel lago.<br />
Com¬ponevasi di venticinque barche e sei galere, le quali dalla foce dell&#8217; Adige furono fatte salire fino quasi a Roveredo, ma di là erano ancora da do¬dici a quindici miglia per giungere a Torbole per terreno erto ed alpe¬stre. In mezzo a quei monti e alle falde della catena del monte Baldo trovasi il lago di s. Andrea, nel quale appunto volevasi far entrare la flottiglia.<br />
A quest&#8217;uopo furono radunati fino a duemila buoi, abbisognan¬done ben cento venti paia per ogni galera; gran numero di guastatori, operai, ingegneri sgombravano i borri, costruivano ponti, spianavano la strada, e così, dopo indicibili sforzi e fatiche, poté giungere l&#8217;armetta nel lago di s. Andrea. Restava a superare il monte Baldo, e l&#8217;umana indu¬stria e il ferreo volere anco a questo pervennero e con istrano spettacolo i navigli trovaronsi alfine sulla vetta del monte.<br />
Di colà bisognava gettarli nel lago, operazione non meno difficile pei pericoli della discesa; in quel ripido pendìo legavansi le barche agli alberi e ai macigni, col mezzo di argani allentavansi a poco a poco le funi, e i navigli si calavano da quegli orridi precipizii. Cosi dopo quindici giorni di viaggio per terra, l&#8217;armetta giunse senz&#8217;alcun sinistro a Torbole, donde fu lanciata in acqua e munita.<br />
Fu impresa maravigliosa che costò alla Repubblica ben quindici mila ducati, ma sciaguratamente presso che inutile per lo scopo di vettovagliare Brescia, poiché accorso il Piccinino col. suo na¬vilio, poco sollievo poterono avere i Bresciani e il comandante vene¬ziano Pietro Zeno dovette ritirarsi a Torbole e mettersi in salvo dietro a forte steccato.<br />
….<br />
La flotta del lago però sorpresa intanto dal Piccinino toccò grave sconfitta (26 settembre); ma non per questo sbigottiti i Veneziani, un&#8217;altra e più numerosa vi mandavano, e avendo sempre a cuore le infelici condizioni dei Bresciani sollecitavano lo Sforza a liberarli.<br />
…………………………”</p>
<p>Eugenio Musatti – Storia di Venezia – tomo I – pag. 270 e seg.</p>
<p>Il generale visconteo volse intanto i suoi passi verso le rive dell&#8217;Adige, donde, impadronitosi di Legnago e d&#8217;altri luoghi del Veronese, passò ad occupare il territorio vicentino, che fu però ricuperato in pochi giorni da Francesco Sforza, comandante in¬ capo al servizio della Lega, mercè il soccorso del Gattamelata, capitano generale della signoria di Venezia.<br />
Nicolò Piccinino, costretto infìne a ripassare l&#8217;Adige, si ridusse nuovamente nel Bresciano dalla parte del lago di Garda. Quivi comandava l&#8217;armata navale il prode Stefano Contarini che, direttosi a Torbole presso Riva sulla costa nord-est del lago (all&#8217;ingresso di una piccola valle formata dalle estreme pendici del Monte Baldo e dalla roccia dove un tempo troneggiava Castel Penede), cominciò con mirabile prontezza a far costruire nuovi navigli dagli artefici veneziani, veronesi, ecc., ivi espressamente chiamati.<br />
Ma ben più sorprendente fu il viaggio per terra e su per monti delle sei galìe che da Venezia vennero appunto man¬date sulle rive del Benaco. Narra il Sanuto che queste galere furono tirate per forza di corde su per le montagne e che ci vollero quindici giorni di continuo lavoro (diurno e notturno) per compiere sì meraviglioso tragitto. m Insomma dove ora passa la ferrovia che per la bellissima valle del Sarca conduce da Mori a Riva di Trento transitò quest&#8217;armatella nel cuore dell&#8217;in-verno 1439.<br />
Il che riesce a vero dire così stupefacente che non mi sembra fuor di luogo descrivere l&#8217;incredibile viaggio con esatti particolari, onde rettificare in qualche tratto, sulle orme di un topografo competentissimo, la narrazione del Romanin, secondo cui parrebbe a torto che l&#8217;immenso convoglio avesse dovuto superare nientemeno che la stessa vetta del Baldo, cioè un&#8217;altezza di più che 2000 metri suI livello del mare!<br />
II generale visconteo Nicolò Piccinino aveva in sua balìa le terre di Lugana e della Gardesana, cioè delle sponde orientali e meridionali del Garda, per modo che i Veneziani non potevano accedere al lago che dalla parte superiore o settentrionale. Perciò la Repubblica accolse l&#8217;ardito disegno di Blasio de Arboribus, o degli Arbori, e di Nicolò Sorbolo per far passare una flottiglia dall&#8217;Adige alle rive del Benaco.<br />
Quest&#8217;armatella comprendeva sei galere e venticinque barche minori, le quali dalla foce deIl&#8217;Adige, nel golfo di Venezia, furono fatte salire fino quasi a Ravazzone distante precisamente da Torbole (a piè deI Baldo e in riva al lago) un quindici chilometri di terreno erto ed alpestre. Ma in mezzo a quei monti (tra Mori e Nago che dista da Torbole ben poco) e alle falde del nevoso Baldo trovasi il laghetto di Sant&#8217;Andrea o di Loppio, appartenente ai Castelbarco, e nel quale appunto bisognava far entrare la flottiglia.<br />
A tal effetto occorsero centoventi paia di buoi per ogni galera ed una grande quantità di guastatori ed operai, diretti da valenti ingegneri, per sgombrare i borri o ripidi sentieri (che in tempo di pioggia diventavano torrenti), costruire ponti, spia¬nare le vie. Insomma dopo incredibili sforzi, perigli e fatiche l&#8217;armatella potè giungere felicemente nel mentovato laghetto di Sant&#8217;Andrea e quindi superare la sella fra Loppio e Nago (m. 320 sul livello del mare) per giungere infine alle falde settentrionali del Monte Baldo.<br />
… «e con istrano spettacolo i navigli trovaronsi alfine sulla vetta del monte ».<br />
Da Nago adunque dovendosi far scendere il naviglio nel lago-a Torbole per un ripido pendio (oltre 200 m. di dislivello su circa due kilometri di distanza) legaronsi le barche agli olivi ed ai macigni, onde, per mezzo di argani potenti, allentavansi a poco a poco le funi; così furono calati i galeoni e le barche nel Garda.<br />
In conclusione, dopo quindici giorni di viaggio per terra, fu compiuta felicemente quest&#8217;ardua e memorabile impresa, che costò alla Repubblica quindicimila ducati ma che non riuscì del tutto svantaggiosa perchè il 10 aprile 1440 la flottiglia di Ste¬fano Contarini riportava un&#8217;importante vittoria sui Viscontei, onde conquistavasi poco stante Riva di Trento coi vicini paesi di Nago e di Torbole.<br />
D&#8217;altra parte Francesco Sforza, capitano generale della Lega, poteva meglio avanzarsi col suo esercito verso la riviera bresciana del Garda e ricuperare più agevolmente Rivoltella, Lonato, Salò ed altri luoghi di quel territorio. Anzi egli riuscì ad inoltrarsi sino al limitrofo Cremasco e a sconfig¬gere pienamente i ducheschi tra Orzinuovi e Soncino.<br />
La Repubblica che, poco dopo la conquista del Veronese (ossia nei primordi di quel sec. XV), possedeva Avio, Ala e Brentonico, ai confini del Trentino, per disposizione testamentaria del feudatario Azzone di Castelbarco, occupava nel 1416 anche Rovereto, situata nel punto più pittoresco della Valle Lagarina.<br />
E nella guerra con Filippo Visconti, essendosi il principe-vescovo di Trento dichiarato pel duca di Milano, la Serenissima colse un simile pretesto per impa¬dronirsi della città e del territorio di Riva il 9 maggio 1440 (cioè in seguito ai felici successi di Stefano Contarini sul lago di Garda e di Francesco Sforza nella battaglia tra Orzinovi e Soncino) con le giuri¬sdizioni di Nago e di Torbole, col castello Penede e con la valle di Ledro per cui il Trentino comunica col Bresciano.<br />
Così affrettossi la liberazione dell&#8217;eroica Brescia che, in segno della sua fedeltà alla Repubblica, presentò al doge Francesco Foscari (succeduto a Tommaso Mocenigo il 15 aprile 1423), col mezzo di Pietro Avogadro e altri principali cittadini, un ricchissimo gonfalone con lo stemma civico e il motto: Brixia magnipotens fidei suae urbibus testimonium tulit.<br />
Questo gonfalone, a detta del Sanuto che lo vide, fu posto nella chiesa di San Marco « alla cima di mezzo, legato a una di quelle finestre dalla cima dov&#8217;è fino al presente ».<br />
Il soffitto della sala del Maggior Consiglio in Palazzo Ducale è ornato di due quadri del Tintoretto rappresentanti la vittoria del Contarini che, accolto in patria con singolari onoranze, fu meritamente innalzato alla dignità procuratoria.</p>
<p>……………..</p>
<p>Ogni galea era equipaggiata in media con 100 rematori e circa 60 tra marinai e ufficiali e maestranze, quali: marangoni e calafatti, addetti al canevo o cime e vele, ecc.<br />
L’armamento delle galee era composto da una grossa colubrina posta a prua, più altri quattri piccoli falconetti posti ai lati della colubrina. Inoltre ai lati di babordo e tribordo ve ne erano altre due per parte, oltre ai balestrieri, picchieri e soldati vari armati di lance, spade, ecc.<br />
Ogni copano era equipaggiato con circa 20 uomini addetti alle manovre, oltre agli addetti all’armamento e manutenzione, officieri e fabbri, una colubrina e relativi addetti, balestrieri e soldati.<br />
I copani servivano più che altro quali barche appoggio e officine, oltre che essere utilizzate anche per l’ offesa.<br />
Questa piccola flottiglia parte dall’ Arsenale dove era stata allestita nel gennaio del 1439.<br />
Risale l’Adige fino a Verona, e qui sorgono i primi inconvenienti in quanto il fiume in quel periodo è in magra.<br />
Pertanto necessita porre sotto il fondo di tutte le imbarcazioni degli invasi – due per parte – di rovere, affinché i fondi stessi non raschino nel fondo ghiaioso dei fiume. Ogni imbarcazione verrà appositamente legata a questi invasi, allo scopo di non farla scivolare: e questi legacci dovranno servire per tutto il tragitto.<br />
Quindi la flottiglia risale il corso dell’Adige per la Valle Lagarina, con tutti gli inconvenienti immaginabili, sospinta in parte dei remi e in parte trainata dai buoi che intanto erano già stati requisiti nelle campagne adiacenti.<br />
Ma intanto una parte delle maestranze e dei rematori erano stati inviati verso Rovereto e Mori per predisporre gli alberi tagliati per ulteriori invasi, per spianare la strada e addirittura spianando parte della montagna!<br />
Assieme a queste maestranze erano state inviate anche i fornimenti delle navi: colubrine, falconetti, officine, forge, cime, vele, ecc.ecc.<br />
Ma per “spianare la strada” non si intende solamente allargarla o lasciarla in terra battuta: no!<br />
Ad ogni metro circa è necessario mettere dei tronchi, opportunamente puliti dalla corteccia e squadrati, di traverso questa via, e ciò perché le navi poste negli invasi non creino dei solchi e si affossino, e per rendere più agevole l’attrito che gli invasi faranno questi tronchi vengono unti con del sego.<br />
E questo servizio gli addetti dovranno farlo continuamente per ogni galea e per ogni copano!<br />
Una volta giunte nei pressi di Mori, circa quattro silometri prima di Rovereto, vengono dapprima poste in secca, sempre sopra gli invasi o invasi nuovi nel caso quelli vecchi siano stati troppo usati.<br />
A questo punto le funi che legano gli invasi alle imbarcazioni vengono verificati, sostituiti nel caso e fissati ancor più solidamente.<br />
Alle basi degli invasi vengono fissate le funi di traino a diverse distanze, ed inizia il trasporto via terra.<br />
Ad ogni galea vengono aggiogati 120 buoi e molti altri uomini degli equipaggi nel mentre molti altri , con delle apposite zeppe, aiutano a spingerle da poppa.<br />
E’ stato detto che il dislivello è di circa 200 metri su una distanza di circa 10-11 kilometri.<br />
Pertanto lo sforzo immane a cui sono stati sottoposti sia gli uomini che i buoi è del tutto evidente. Anche se nel traino sono stati aiutati dalle pulegge e dai bozzelli che le maestranze navali avevano predisposto.<br />
Ma soprattutto queste manovre navali si resero più che utili nella ripida discesa delle navi dalla falde del monte Baldo.<br />
Infatti le funi vennero legate agli invasi in tiro con bozzelli a 4 vette, e lascate molto lentamente, ma ponendo i buoi in modo che non tirino le funi, ma che le fermino.<br />
Sotto gli invasi anziché mettere il sego, come fu fatto per la salita, vennero messe delle tele, degli stracci o altri orpelli simili, affinché gli stessi invasi –dato il peso &#8211; non prendessero l’abbrivio e si rovesciassero o sfasciassero le navi.<br />
Una volta poste in acqua in quel di Torbole, le navi vennero nuovamente allestite e poste in essere per la navigazione e la battaglia.<br />
Il resto è cosa notoria!</p>
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		<title>Pavullo Festival Danza</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Modena]]></category>

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		<description><![CDATA[Pavullo Festival Danza Festival della Danza nel cuore dell&#8217;Appennino Modenese Dal 18 al 22 giugno 2012 SPETTACOLI GRATUITI nella Piazza Nassiriya della città di Pavullo nel Frignano, MO STAGE DI DANZA Si terrà presso la scuola di danza New Dance A.S.D. Galleria Aldo Moro 23 Pavullo nel Frignano, MO. Lo stage formativo di danza è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><a href="http://www.danzadance.com/pavullo_danza.html" target="_blank"><strong>Pavullo Festival Danza</strong></a></p>
<p><a href="http://www.danzadance.com/pavullo_danza.html" target="_blank"><strong><img alt="Pavullo Festival Danza" width="515" height="357" border="0" /></strong></a></div>
<div align="center"><a href="http://www.danzadance.com/pavullo_danza.html" target="_blank"><strong>Festival della Danza<br />
nel cuore dell&#8217;Appennino Modenese<br />
Dal 18 al 22 giugno 2012</strong></a></p>
</div>
<p align="left"><a href="http://www.danzadance.com/pavullo_danza.html" target="_blank"><strong>SPETTACOLI GRATUITI</strong><br />
nella Piazza Nassiriya della città di Pavullo nel Frignano, MO</p>
<p><strong>STAGE DI DANZA </strong><br />
Si terrà presso la scuola di danza New Dance A.S.D.<br />
Galleria Aldo Moro 23 Pavullo nel Frignano, MO.<br />
Lo stage formativo di danza è suddiviso in tre livelli di età:<br />
&gt; livello A: dai 7 ai 11 anni<br />
&gt; livello B: dai 12 ai 15 anni<br />
&gt; livello C: dai 16 anni in su<br />
CORSI: <strong>Classico</strong>, <strong>Tecnica Punte</strong> (Repertorio), <strong>Sbarra a Terra</strong>, <strong>Contemporaneo</strong>, <strong>Tecnica Prese contemporanee</strong>, <strong>Hip Hop</strong>.</p>
<p>STAGE CON PRESTIGIOSI PROFESSIONISTI:<br />
Danza Classica e Tecnica Punte: <strong>Carla Perotti</strong>, <strong>Anastasia Pesare</strong>, <strong>Cristina Perotti </strong><br />
Sbarra a Terra: <strong>Anastasia Pesare </strong><br />
Contemporaneo: <strong>Mia Molinari</strong> &#8211; <strong>Daniele Ziglioli </strong>- <strong>Jon*B</strong><br />
Tecnica Prese contemporanee: <strong>Jon*B </strong><br />
Hip Hop: <strong>Simone Alberti</strong></p>
<p>Quote di partecipazione:<br />
6 lezioni: 100 € &#8211; 10 lezioni: 150 € &#8211; 15 lezioni: 185 € &#8211; open card: 250 €</p>
<p><strong>Agevolazioni per le scuole</strong><br />
Alle scuole di danza contributo spese del 20% sulle quote d&#8217;iscrizione.</p>
<p><img alt="Pavullo Festival Danza" width="245" height="170" border="0" /></p>
<p><strong>FESTIVAL DANZA</strong><br />
Nella meravigliosa cornice del centro di Pavullo, in Piazza Nassiriya, è allestito il palcoscenico con più di 200 posti a sedere.<br />
Nella 3a edizione del Festival balleranno:<br />
- martedì 19 giugno 2012:<strong> De Par Le Roi Du Ciel</strong>, coreografie di<strong> Mia Molinari </strong><br />
- mercoledì 20 giugno 2012: <strong>Car-men</strong>, coreografie di <strong>Daniele Ziglioli </strong><br />
- giovedì 21 giugno 2012: <strong>Solidaridanza</strong> rassegna di scuole di danza del territorio<br />
e non (quest&#8217;ultime tramite invito) con la collaborazione del CSI Modena<br />
- venerdì 22 giugno 2012: <strong>Street Fighter</strong> (spettacolo Hip Hop Finale di Zona).<br />
Tutti gli spettacoli sono gratuiti.</p>
<p>Per ulteriori informazioni:<br />
Tel. 0536 324633 &#8211; 334 1567918 &#8211; 339 7786865<br />
<span style="text-decoration: underline;"><strong>www.pavullofestivaldanza.it</strong></span>   &#8211;   </a><a href="mailto:info@pavullofestivaldanza.com" target="_blank">info@pavullofestivaldanza.com</a></p>
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		<title>LAMPISTERIE</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:13:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[(lampi di pensiero fertile di Enzo Rossi-Ròiss) www.lampisterie.ilcannocchiale.it &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- &#160; PARALIPOMENIZZANDO FRANCIS BACON DISEGNATORE ETERODOSSO IN ITALIA ESPOSTO A VENEZIA IGNORATO E MISCONOSCIUTO DAI BACONOLOGI ORTODOSSI http://www.rossiroiss.it/blog/?p=411 http://www.facebook.com/enzo.roiss &#160; A Venezia sono sempre più numerosi e spregiudicati gli espositori e venditori di oggettistica carnevalesca e sculture vetrose modellate in Altrove, accreditata come oggettistica modellata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>(lampi di pensiero fertile di Enzo Rossi-Ròiss)</h1>
<p><a href="http://www.lampisterie.ilcannocchiale.it/" target="_blank">www.lampisterie.<wbr>ilcannocchiale.it</wbr></a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<wbr>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<wbr>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<wbr>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<wbr>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</wbr></wbr></wbr></wbr></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">PARALIPOMENIZZANDO FRANCIS BACON </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DISEGNATORE ETERODOSSO IN ITALIA</span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">ESPOSTO A VENEZIA IGNORATO E MISCONOSCIUTO </span></strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">DAI BACONOLOGI ORTODOSSI </span></strong><strong></strong></p>
<p><a href="http://www.rossiroiss.it/blog/?p=411" target="_blank">http://www.rossiroiss.it/blog/<wbr>?p=411</wbr></a></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/enzo.roiss" target="_blank">http://www.facebook.com/enzo.<wbr>roiss</wbr></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Venezia sono sempre più numerosi e spregiudicati gli espositori e venditori di oggettistica carnevalesca e sculture vetrose modellate in Altrove, accreditata come oggettistica modellata da cartapestai veneziani e maestri vetrai di Murano, l’espositore di disegni attribuiti a Francis Bacon, invece, è unico: “badato” dalla proprietaria/affittuaria dell’immobile, un bilocale piano terra uso abitativo con servizi e giardinetto antistante, allocato in San Marco 1957/A, nella stretta Calle de la Fenice con l’accesso al Teatro riservato a chi vi lavora e vi si esibisce.</p>
<p>Un giornalista inglese  della categoria “tuttoscrivente” ha notiziato l’iniziativa scrivendo che tali disegni, attribuiti a Francis Bacon, risultano esposti in Piazza San Marco (approssimativamente!), senza specificare se l’espositore è un…..</p>
<p>Per continuare a leggere cliccare: <a href="http://www.rossiroiss.it/blog/?p=411" target="_blank">http://www.rossiroiss.it/blog/<wbr>?p=411</wbr></a></p>
<div></div>
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		<title>Il Palazzo dei Dogi a Robegano</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:10:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 10 maggio alle ore 20,30 al Centro Civico di Casa Piatto a Robegano, via Leonardo da Vinci 17, lo scrittore e storico della Serenissima Federico Moro condurrà una visita per suoni e immagini per le sale di Palazzo Ducale, alla scoperta di simboli e millenari segreti nella Casa dei Dogi&#8230;. ingresso libero fino a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/Labirinto-Ducale.jpg"><img class="alignright  wp-image-699" title="Labirinto Ducale" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/Labirinto-Ducale.jpg" alt="" width="213" height="266" /></a>Giovedì 10 maggio alle ore 20,30 al Centro Civico di Casa Piatto a Robegano, via Leonardo da Vinci 17, lo scrittore e storico della Serenissima Federico Moro condurrà una visita per suoni e immagini per le sale di Palazzo Ducale, alla scoperta di simboli e millenari segreti nella Casa dei Dogi&#8230;.<br />
</strong><br />
ingresso libero fino a esaurimento dei posti</p>
<p><strong><em>Labirinto Ducale </em></strong>offre una visione di Palazzo Ducale “capovolta” per non fermarsi alle apparenze, sedotti e catturati dalla trappola dorata del Mito di sé costruito dalla Serenissima, ma per decifrare il vero significato del complesso alfabeto di simboli e messaggi che essa ha voluto trasmettere a chi si addentri nel “Tempio del Potere” veneziano.Varcarne la soglia, infatti, vuol dire oltrepassare una duplice linea di confine, storico-artistica da un lato, magico-misterica dall’altro, con il rischio di smarrirsi in un autentico “labirinto esoterico”, riverbero di un’identità ancestrale nella quale storia e leggenda affondano le proprie radici, mescolandosi e materializzandosi  nell’utopia di un miraggio divenuto realtà: un palazzo e una grande città saldamente edificati su fondamenta liquide. Un paradosso dunque, ai limiti della scienza e della logica&#8230; La follia della “pietra sull’acqua”. Questa guida vuole aiutare a uscire indenni e più consapevoli da questo &#8220;labirinto&#8221;; e lo fa offrendo un percorso esplorativo che coincide con quello “ufficiale”, ma proietta il lettore/visitatore in una dimensione magica misteriosa, esaltata a sua volta dalla forza evocativa delle immagini fotografiche. Muovendosi tra spazi oscuri e inquietanti o attraverso preziosi saloni, dove un’incombente ostentazione di gloria sembra inghiottire chi osserva ammirato, il libro mette a nudo la natura “alchemica” di Palazzo Ducale quale “pietra filosofale” dei veneziani e ricorda a ogni passo che l’amore per l’arte e lo stupore per la bellezza non devono mai offuscare la verità.<br />
Il volume <em>Labirinto Ducale</em>, riprende l’ispirazione e amplifica gli spunti dello spettacolo teatrale <em>Giganti, viaggio in Utopia</em>, scritto sempre da Federico Moro e nato per essere messo in scena proprio a Palazzo Ducale dalle compagnie <em>Teatrocontinuo </em>e <em>Tarantàs</em>.</p>
<div align="left"><strong>L&#8217;autore</strong></div>
<p align="center"><strong><span style="text-decoration: underline;">FEDERICO MORO</span></strong>   vive a Venezia a pochi passi da Piazza San Marco. Di formazione classica e storica, intervalla ricerca e scrittura narrativa saggistica e teatrale. Oltre a <em>Labirinto Ducale</em>,<em> </em>ha scritto i romanzi <em>Donne all’Asta</em>, <em>La Voce della Dea</em>, <em>L’Oro e l’Argento</em> , <em>La Custode dei Segreti</em>, <em>Il Fulmine e il Ciclamoro</em>, <em>Flagellum Dei?</em>; i racconti di <em>Storie a pelo d’acqua</em> ; i saggi <em>Venezia in Guerra, </em>terza edizione in cinque anni, ed <em>Ercole e il Leone</em>; materiale letterario per gli spettacoli teatrali <em>Fra Terra e Acqua</em> , <em>Lo scudo di pietra</em>, <em>Giganti</em>, <em>viaggio in Utopia</em> .</p>
<div align="center"></div>
<p align="center"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.federicomoro.it/" target="_blank">www.federicomoro.it </a><br />
</span><a href="mailto:federicomoro.venezia@gmail.com" target="_blank">federicomoro.venezia@gmail.com</a><br />
<a href="tel:%2B39%20329%209873742" target="_blank">+39 329 9873742</a></p>
<div align="center"></div>
<p align="center"><big><strong>Il fotografo</strong></big></p>
<div align="center"></div>
<p align="center"> <strong><span style="text-decoration: underline;">MARK EDWARD SMITH</span></strong> (autore delle immagini di <em>Labirinto Ducale</em>) nasce in Marocco nel 1942 da famiglia inglese. Da oltre trentacinque anni si dedica alla fotografia professionale specializzandosi in reportage di viaggio, arte, architettura e nudo. Ha assistito Helmut Newton, Elliot Erwitt e Marc Riboud in <em>stages</em> fotografici in Italia e in Francia. Ha pubblicato oltre 40 libri e collaborato con i principali periodici a livello internazionale. Il suo archivio consiste in oltre 100.000 immagini e attualmente insegna alla John Hall School di Londra.</p>
<div align="center"></div>
<p align="center"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.marksmith.com/" target="_blank">www.marksmith.com </a><br />
</span><a href="mailto:mark.smith@tin.it" target="_blank">mark.smith@tin.it</a></p>
<div align="center"></div>
<p align="center"><big><strong>L&#8217; editore</strong></big></p>
<div align="center"></div>
<p align="center"> <strong><span style="text-decoration: underline;">ALESSANDRO TUSSET</span></strong> editore da oltre vent’anni, nel 1997 fonda la casa editrice ELZEVIRO, specializzandosi in cataloghi d&#8217;arte e guide divulgative che trattano il tema del viaggio con l&#8217;obbiettivo di valorizzare luoghi meta di un turismo internazionale. Ideatore di numerosi  progetti di marketing territoriale e culturale, ha realizzato oltre 40 produzioni editoriali e multimediali tradotte nelle principali lingue più volte premiate e  utilizzate  per trasmissioni televisive e radiofoniche, italiane ed estere.</p>
<div align="center"></div>
<p align="center"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.elzeviro.com/" target="_blank">www.elzeviro.com </a><br />
</span><a href="mailto:info@elzeviro.com" target="_blank">info@elzeviro.com</a></p>
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		<title>9 MAGGIO</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 08:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigio-Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[988 Il giorno dell&#8217;Ascensione il doge Pietro Orseolo II° ascolta la messa nella cattedrale di S.Pietro di CastelIo , riceve dal vescovo di Olivolo una insegna benedetta, s&#8217;imbarca sulla nave capitana e salpa per una spedizione militare in Istria contro i pirati Narentani. Sarà una spedizione trionfale, terminata con la definitiva sconfitta dei pirati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p data-ft="{&quot;type&quot;:1,&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/9-maggio.html/attachment/579446_209966989122255_100003268678258_357150_887956719_n1" rel="attachment wp-att-692"><img class="alignright size-full wp-image-692" title="579446_209966989122255_100003268678258_357150_887956719_n[1]" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/579446_209966989122255_100003268678258_357150_887956719_n1.jpg" alt="" width="320" height="228" /></a></p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1,&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}">988<br />
Il giorno dell&#8217;Ascensione il doge Pietro Orseolo II° ascolta la messa nella cattedrale di S.Pietro di CastelIo , riceve dal vescovo di Olivolo una insegna benedetta, s&#8217;imbarca sulla nave capitana e salpa per una spedizione militare in Istria contro i pirati Narentani.<br />
Sarà una spedizione trionfale, terminata con la definitiva sconfitta dei pirati e con l&#8217;estensione del protettorato di Venezia sulla Dalmazia e l&#8217;Istria.<br />
Dopo di allora il doge assumerà il titolo di Duca della Dalmazia ed avrà inizio la tradizionale festa dello sposalizio con il mare. .</p>
<p>I 356</p>
<p>Emessa la seguente ordinanza:<br />
Volendo impedire i disordini soliti a verificarsi in occasioni di matrimoni i nobili, essendo quelli che meno degli altri per condizione e per educazione, dovrebbero dar motivo di scandalo, sono puniti con doppia pena dei plebei.<br />
Questo in pieno medioevo, quando si sa benissimo come veni¬va trattata la plebe dall&#8217;aristocrazia feudale fuori Venezia.</p>
<p>I 4 6 2</p>
<p>Vengono emanate diverse leggi ed ordinanze. Tra le altre spiccano le seguenti:<br />
- D&#8217;ora in avanti il titolo di Venezia non sarà più &#8220;Comune di Venezia&#8221; ma bensì &#8220;Dominium Venetiarum&#8221; (ossia &#8220;Signo¬ria di Venezia&#8221;).<br />
- I giorni di lunedì saranno destinati alle udienze del Do¬ge. Questi potrà ricevere ambasciatori stranieri solo in presenza di quattro consiglieri e due capi della Quran¬tia.</p>
<p>I 5 5 5</p>
<p>In Pregadi: &#8220;Nessun cristian può comperar crediti di usura da Ebrei o di capitali con usura&#8221;</p>
<p>I 5 8 3<br />
Una fortissima pallonata scagliata accidentalmente uccide un passante in campo S.Stefano.</p>
<p>I 6 I 8</p>
<p>Dopo soli 34 giorni di ducato muore per apoplessia il doge Niccolò Donà all&#8217; età di 79 anni.<br />
La sua tomba era situata nella ex chiesa di S.Chiara a Murano e suoi resti andarono dispersi quando nel 1810 la chiesa ed il convento passarono al Demanio dopo essere stati distrutti dalle leggi napoleoniche..</p>
<p>I 664</p>
<p>I pievani delle parrocchie devono venir eletti entro tre giorni dalla vacanza della sede parrocchiale.<br />
I 7 8 9<br />
Al primo scrutinio viene eletto doge Ludovico Manin all’età di 64 anni, l&#8217;ultimo della serie iniziata con Paoluccio Anafesto nell&#8217;anno 697.<br />
Alla notizia della sua nomina il nobile Pietro Gradenigo pronuncia la frase famosa: &#8220;I ga fato doxe un furlan, la Republica xe morta!&#8221;<br />
Fatto stà che la sua famiglia apparteneva al patriziato di Venezia fin dal 1651, ma: per i vecchi veneziani erano sem¬pre &#8220;furlani” essendo appunto originari dal Friuli.<br />
Dopo quattro anni di principato vedendo che le cose precipitavano avrebbe voluto rinchiudersi in un convento, ma ne fu trattenuto dalla moglie.<br />
Comunque, anche se non era un incapace, si dimostrò poco adatto a quei tempi terribili, non avendo certamente la tempra del suo predecessore Paolo Renier.<br />
Caduta la Repubblica i ritirerà nel palazzo di famiglia a S. Salvador, e successivamente in quello del cognato ai Servi dove dopo trentasei giorni di malattia morirà il 24 ottobre 1802, esecrato da tutto il popolo che erroneamente dava tutta la colpa a lui della caduta della millenaria Repubblica.</p>
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		<title>LA BATTAGLIA DI LISSA NARRATA DALLO STORICO DELLA MM AMM. JACHINO</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 07:52:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigio-Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Provincia di Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[LA BATTAGLIA DI LISSA Abbiamo detto sopra che nel consiglio di guerra del 14 luglio si era stabilito d&#8217;intimare al PERSANO, pena la sostituzione, di attaccare il nemico con la flotta, che era forte di dodici corazzate e diciannove bastimenti e che dal 25 giugno si trovava ad Ancona inoperosa. Il 15 a spingere l&#8217;ammiraglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p data-ft="{&quot;type&quot;:1,&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}"><a href="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/578229_209968835788737_100003268678258_357152_604815421_n1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-687" title="578229_209968835788737_100003268678258_357152_604815421_n[1]" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/578229_209968835788737_100003268678258_357152_604815421_n1.jpg" alt="" width="247" height="320" /></a>LA BATTAGLIA DI LISSA<br />
Abbiamo detto sopra che nel consiglio di guerra del 14 luglio si era stabilito d&#8217;intimare al PERSANO, pena la sostituzione, di attaccare il nemico con la flotta, che era forte di dodici corazzate e diciannove bastimenti e che dal 25 giugno si trovava ad Ancona inoperosa. Il 15 a spingere l&#8217;ammiraglio Persano all&#8217;azione giunse ad Ancona il ministro della marina DEPRETIS, che lo persuase ad operare contro Lissa (una base navale fortificata dell&#8217;impero austriaco, al comando del colonnello Urs von Margina).<br />
&#8220;deve sbarazzare l&#8217;Adriatico dalle forze nemiche, attaccandole a Lissa o bloccandole in qualunque altro posto dove si trovano&#8221;. In che modo, non glielo dicono: era affar suo.<br />
Il Persano, mediocre ammiraglio e privo di spirito generoso, odiato dalla maggior parte degli ufficiali, vanitoso ed inetto sebbene non privo di coraggio, sapendo di non avere uno strumento potente di guerra (perché se la flotta era notevolmente superiore a quella austriaca, improvvisati erano gli equipaggi, scarsa la disciplina, incompleto il corredo, nulla la coesione dei marinai e degli ufficiali, usciti da due scuole diverse e gelose l&#8217;una dall&#8217;altra, e da poco unite, l&#8217;ex borbonica Napoletana-Siciliana e la Sarda- che era in sostanza quella genovese) sarebbe volentieri rimasto ancora inoperoso, ma dopo l&#8217;ultimatum del consiglio di guerra e le insistenze del Depretis non poté più<br />
indugiare e nel pomeriggio del 16 lasciò Ancona con 28 navi, compresi una da trasporto e un bastimento ospedale.<br />
Il giorno 20 LUGLIO scadeva il termine per accettare l&#8217;armistizio. Ma nello stesso giorno la Prussia concordava la sospensione d&#8217;armi con l&#8217;Austria con una convenzione, e il 21 LUGLIO senza informare il governo italiano, Austria e Prussia firmano un armistizio a Nikolsburg, ed iniziano i preliminari di pace. Non si parla ancora di nessuna concessione all&#8217;Italia, che pur essendo alleata della Prussia non è presente, non è stata invitata, e neppure informata; lo faranno a cose fatte (Ne parleremo più avanti a Battaglia di Lissa terminata)<br />
Il 18 luglio la flotta italiana giunse nelle acque di Lissa e subito il VACCA aprì il fuoco contro Porto Comisa, il viceammiraglio Albini, contro Porto Manego e Persano contro Porto San Giorgio. Qui soltanto il bombardamento fu efficace, avendo ridotto al silenzio quasi tutte le batterie; negli altri due punti invece nulla si poté e ben presto si cessò il fuoco.<br />
La sera sulla nave ammiraglia &#8220;Re d&#8217;Italia&#8221;, si tenne un consiglio di guerra si stabilì di rimandare il proseguimento dell&#8217;azione il giorno dopo.<br />
Il 19, essendo giunte truppe da sbarco e la grossissima nave &#8220;Affondatore&#8221;, PERSANO ordinò all&#8217;Albini, che comandava la squadra in legno, di tentare lo sbarco a Porto Carober. Non essendo questo riuscito, si rimandarono le operazioni il giorno seguente.<br />
Il 20 luglio, infatti, l&#8217;attacco fu rinnovato. Tuonava il cannone quando gli esploratori avvistarono la squadra austriaca, comandata da WILHELM VON TEGETHOFF e forte di ventisette navi, che muoveva verso Lìssa disposta a cuneo.<br />
Le navi austriache era piuttosto antiquate, moltissime ancora di legno, era questa la &#8220;Oesterreich-Venezianische Marine&#8221; (Imperiale Veneta Marina). Ed era proprio &#8220;Veneta&#8221;, equipaggi ed ufficiali provenivano praticamente tutti dall&#8217;area veneta dell&#8217;impero, non certo dalle montagne austriache. Lo stesso ammiraglio Tegetthoff aveva studiato (come tutti gli altri ufficiali) nel Collegio Marino di Venezia e fu &#8220;costretto&#8221; a parlar veneto fin dall&#8217;inizio della sua carriera se voleva farsi capire.<br />
Come marinai, più affiatati dei veneziani al mondo non esistono, loro già nascono sul mare e la loro intera vita è sul mare. Ecco perché fu detto questo scontro navale &#8220;Navi di legno con equipaggi di ferro, contro navi di ferro con equipaggi di legno&#8221;.<br />
E quando von Tegetthoff annunciò la vittoria, gli equipaggi veneti risposero lanciando i berretti in aria gridando: &#8220;Viva San Marco&#8221;. E ancora oggi molti veneti (ieri &#8220;austriaci&#8221;, oggi &#8220;italiani&#8221;) non sanno decidersi come celebrarlo questa ricorrenza del 20 luglio 1866, se con animo mesto o animo gioioso.<br />
PERSANO ordinò all&#8217;Albini di sospendere le operazioni di sbarco, fece richiamare al Porto Comisa la &#8220;Varese&#8221; e la &#8220;Terribile&#8221;, comandò a tutte le navi di riunirsi per muovere contro il nemico e LUI trasbordò dal &#8220;Re d&#8217;Italia&#8221; sull&#8217;&#8221;Affondatore&#8221;, la moderna corazzata con torri mobili e uno sperone di otto metri di lunghezza. Una nave ariete che era stata costruita in Inghilterra ma che Persano non sapeva ancora bene come manovrare perché la nuova unità l&#8217;aveva raggiunto in mare.<br />
Le corazzate e altre navi che mancavano all&#8217;appello per muoversi unite, erano 19, fra cui la &#8220;Formidabile&#8221; la &#8220;Terribile&#8221; e la &#8220;Varese&#8221; (quest&#8217;ultima giunse quando il combattimento stava per finire) al comando del controammiraglio GIOVANNI VACCA che era sul &#8220;Principe di Carignano&#8221;, si disposero su una linea di parecchi chilometri e aprirono il fuoco contro la flotta nemica che invece avanzava in ordine serrato con il vantaggio del vento e del mare.<br />
Nel combattimento, che si svolse tra un fumo fittissimo, le navi italiane che si distinsero all&#8217;inizio furono l&#8217;&#8221;Affondatore&#8221; e il &#8220;Re di Portogallo&#8221; che fu gravemente danneggiato dal vascello austriaco &#8220;Imperatore&#8221;.<br />
Il &#8220;Re d&#8217;Italia&#8221; (l&#8217;ex ammiraglia), investito verso le 11,30 dal &#8220;Ferdinando Massimiliano&#8221; dov&#8217;era Tegethoff, colò a picco. Aveva un equipaggio di seicento uomini, quattrocento perirono; anche il comandante FAÀ DI BRUNO volle perire con la sua nave.<br />
VACCA, vista colare a picco la &#8220;Re d&#8217;Italia, dove sa che è imbarcato Persano, immagina che l&#8217;ammiraglio sia morto e che tocchi a lui assumere il comando. Nessuno gli aveva riferito che Persano si era invece trasferito sull&#8217;&#8221;Affondatore&#8221;.<br />
La &#8220;Palestro&#8221;, colpita da una granata che produsse un incendio a bordo, uscì dal combattimento; i feriti furono trasportati sulla &#8220;Governalo&#8221;, ma colpita anche questa, si cercò di evitare uno scoppio innaffiando le polveri, ma lo scoppio avvenne comunque e quasi tutto l&#8217;equipaggio e l&#8217;eroico comandante ALFREDO CAPPELLINI, che aveva dichiarato che non avrebbe abbandonato la nave, saltarono in aria, e finirono in fondo al mare lui e altri 248 marinai.<br />
Vacca credendosi lui il comandante tenta di raccogliere intorno quante navi possibile; Persano che invece era vivo tenta di fare altrettanto. Ma Tegetthoff ha già dato il segnale d&#8217;adunata.<br />
Sono le 11.45 e il combattimento è finito.<br />
Per l&#8217;Italia 648 marinai morti e 40 feriti in combattimento. Gli austriaci 28 morti e 138 feriti. (i dati sono di A. Iachino &#8211; Storia Illustrata 06/1966 (pagg. 113-119).<br />
Fu insomma una disfatta per gli Italiani.<br />
La squadra austriaca combatté indubbiamente con ordine e valore, obbedendo ai comandi e mostrandosi audace, soprattutto quando si accorse della grande confusione delle navi italiane. Le navi del Tegethoff subirono solo lievi danni, la più provata l&#8217;&#8221;Imperatore&#8221;, che perse il fumaiolo, l&#8217;albero di trinchetto, il bompresso e solo su questa ebbe ventidue morti e ottantacinque feriti; verso le 13, 15 si rifugiò malconcia nel porto di San Giorgio.<br />
A quell&#8217;ora la battaglia languiva. I danni maggiori li avevano riportati gli Italiani, ma tutto non era perduto e la giornata si sarebbe potuta risolvere a favore degli italiani se la squadra dell&#8217;ALBINI, che disponeva di quattrocento cannoni (contro i 98 del nemico), fosse entrata nel combattimento, ma non si mosse; d&#8217;altra parte l&#8217;ordine dato dal Persano verso mezzogiorno a tutti i navigli di attaccare il nemico e dargli la caccia, fu eseguito solo dal &#8220;Re di Portogallo&#8221; di AUGUSTO RIBOTY e dal &#8220;Principe Umberto&#8221; di GUGLIELMO ACTON.<br />
Verso le ore 14 il TEGETHOFF riparò con le sue navi a Lissa, nel porto di San Giorgio. Aveva vinto o meglio aveva conseguito il suo scopo che era quello di salvare l&#8217;isola, il che equivaleva ad una vittoria; ma padrona delle acque rimase la flotta italiana, il che diminuisce molto l&#8217;entità dello scacco e dimostra che con equipaggi più disciplinati e con ufficiali coscienti del proprio dovere la situazione poteva cambiare ancora. PERSANO non sfruttò nemmeno le 8 ore di luce a sua disposizione, poi alle ore 23 lasciò le acque di Lissa per mancanza di carbone e fece ritorno ad Ancona dove giunse il giorno dopo.<br />
Il capro espiatorio dello scacco di Lissa, reclamato dall&#8217;opinione pubblica, fu naturalmente il PERSANO, che non era il solo responsabile. Se si volevano punire tutti i responsabili si doveva, come scrisse &#8220;Forcate&#8221; nella &#8220;Revue des Deux Mondes&#8221; del 1° Dicembre 1866, &#8220;portare alla sbarra tutta la flotta, il ministro della marina e il Governo stesso&#8221;.<br />
L&#8217;ammiraglio PERSANO fu giudicato dall&#8217;Alta Corte, che esclusi i reati di tradimento e di viltà, il 15 aprile del 1867 con sentenza firmata da centodieci senatori fu condannato per negligenza e imperizia alla dimissione, alla perdita del grado e alle spese di giudizio. L&#8217; ALBINI, il VACCA e parecchi altri furono collocati a riposo.</p>
<p>TEGETTOFF</p>
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		<title>XXXVII &#8211; DOMENICO MOROSINI (1147-1156)</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:19:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gigio-Zanon</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sempre le eredità andarono perdute a Venezia, anzi, si potrebbe dire mai, nonostante tutto ed in questa circostanza anche nonostante il cambio di casato alla conduzione del “quasi Comune”. Infatti, Domenico Morosini subito dopo l’elezione, incassò la vittoria dell’armata veneziana sui normanni di “Giorgio d’Antiochia”, a capo Matapan (punta estrema a S.O della penisola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}"><a href="http://italia10.com/regioni/veneto/provincia-di-venezia/xxxvii-domenico-morosini-1147-1156.html/attachment/morosini" rel="attachment wp-att-678"><img class="alignright size-medium wp-image-678" title="morosini" src="http://italia10.com/wp-content/uploads/2012/05/morosini-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /></a>Non sempre le eredità andarono perdute a Venezia, anzi, si potrebbe dire mai, nonostante tutto ed in questa circostanza anche nonostante il cambio di casato alla conduzione del “quasi Comune”.<br />
Infatti, Domenico Morosini subito dopo l’elezione, incassò la vittoria dell’armata veneziana sui normanni di “Giorgio d’Antiochia”, a capo Matapan (punta estrema a S.O della penisola greca del Peloponneso).L’armata era comandata dai figli Naimero e Giovanni, del predecessore Polani.<br />
Infatti i Veneziani andarono in aiuto ad Emanuele Comneno contro il normanno Ruggero, re delle due Sicilie, desideroso di conquistare l’ Impero d’Oriente. Riportano un importante vittoria a Corfù e tutti gli altri luoghi conquistati dal re normanno, ritornano in potere ai greci.<br />
Egli stesso, di fama militare e quindi diplomatica, piuttosto che intrigato con le questioni di quartiere, riuscì a rappacificare le famiglie che si erano scontrate nel precedente mandato dogale, approfittando proprio delle vittorie militari dei figli del suo predecessore.<br />
Le proprietà dei Dandolo furono ricostruite a carico dell’ erario, i Badoer risarciti e, l’ Ammiraglio Naimerio fu fatto convolare a giuste nozze con una nipote del Patriarca di Grado (leggi Olivolo&#8230; in Venezia): Enrico Dandolo.<br />
Dopo tutto ciò considerato, la “terza potenza mondiale” il Pontefice ritirò la scomunica su Venezia e sul Doge che venne per di più nominato “dominator Marchie”.<br />
Il dogado di Domenico Morosini si profilò, quindi, all’insegna della diplomazia più sofisticata ed intelligente, confermata anche nello smorzare i toni verso le altre due “potenze mondiali” dell’epoca: l’Impero d’ Oriente e l’ Impero d’ Occidente, verso le quali, a dimostrazione della buona volontà, abbassò il profilo politico-militare nei confronti delle Repubbliche di Genova e Pisa , con concessioni di quartieri e liberi dazi a Costantinopoli alla prima e, liberi scambi commerciali in Dalmazia con la seconda che, prontamente stipulò un trattato di pace. Si affaccia intanto sulla scena internazionale un nuovo personaggio: l’ascesa al trono imperiale di Federico Barbarossa, signore di Hohenstaufen, che nel 1154 scende per la prima volta in Italia, invocato dal papa Adriano IV. Il Barbarossa limita le sue gesta alla punizione di alcuni comuni lombardi, quindi scende a Roma dove viene incoronato. Nello stesso anno si ebbe la condanna al rogo di Arnaldo da Brescia, quindi l’anno dopo se ne torna in Germania.<br />
Nel 1155 si allargarono i confini della Piazza S. Marco, interrando il rio Batario.<br />
Domenico Morosini morì nel febbraio del 1156, ma nello stesso anno nel gioco commerciale del Levante subentra una terza città marinara: Genova, con la quale Venezia dovrà fare i conti.<br />
Ma questo viene demandato ai suoi successori.</p>
<p data-ft="{&quot;type&quot;:1}"><a href="http://www.facebook.com/gigio.zanon.5">Gigio Zanon</a></p>
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