Speciale – Garibaldi

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Il 4 luglio 1807 nasceva l’eroe dell’Unità d’Italia. Oggi la sua patria lo celebra da nord a sud, con eventi, manifestazioni, convegni e mostre.

A 200 anni dalla nascita

Ritratto fotografico Giuseppe Garibaldi, 1866. Public domainUn mito, una leggenda, un eroe nazionale: è Giuseppe Garibaldi, il condottiero dalla camicia rossa, protagonista indiscusso dell’unità nazionale italiana.

Duecento anni fa, il 4 luglio 1807, Garibaldi nasce a Nizza, territorio oggi appartenente alla Francia, ma sotto il governo dei Savoia fino al 1860. Siamo nel pieno del dominio napoleonico, quando gli echi della Rivoluzione francese rimbombavano in tutta Europa, infondendo timore nei sovrani e speranze nei popoli bramosi di libertà. Figlio di un momento storico decisivo per le sorti delle nazioni europee, Garibaldi si apprestava a scrivere pagine di storia indelebili e pivotali per la nascente nazione italiana.

Oggi, duecento anni dopo la sua nascita, l’Italia festeggia con numerose celebrazioni ed eventi una figura che non ha mai smesso di amare, di apprezzare e di esaltare. Da Roma a Genova, da Milano a Caprera, il mito garibaldino rivive con una rivisitazione a 360 gradi della sua personalità, delle sue imprese, della sua fama internazionale. La sua vita è un richiamo che ha coinvolto la collettività e ha stimolato il senso dell’appartenenza nazionale: oggi pronunziare il suo nome significa ricordare che ci sono state generazioni che hanno lottato per l’unità nazionale.

L’Eroe dei due Mondi

Immagine allegorica con Vittorio Emanuele, l'Italia e Garibaldi. Fonte www.giuseppegaribaldi.infoMa chi è veramente Garibaldi? Come è entrato nel cuore dei popoli di paesi così lontani tra loro? Dove ha lasciato il segno, con il suo carisma e il suo piglio da combattente? L’appellativo di “Eroe dei due Mondi” non lascia spazio a dubbi: dal 1835 al 1848 Giuseppe Garibaldi trascorre un lungo esilio in Sud America, per propagandare gli ideali del suo amico Giuseppe Mazzini, il leader della Giovine Italia. Là, accolto da una folta comunità di italiani imbevuti di ideali rivoluzionari, partecipa a drammatiche battaglie terrestri e navali, assoldato dal governo del Rio Grande do Sul, ribelle all’autorità dell’Impero del Brasile.

Nel 1842, Garibaldi ripara prima in Brasile, poi in Uruguay, dove comanda la flotta uruguaiana in una battaglia navale contro gli argentini e partecipa alla difesa della città con i suoi volontari in camicia rossa, cominciando ad acquisire notorietà internazionale. Rientrato in Italia nel corso della Prima Guerra d’Indipendenza (marzo 1848 – marzo 1849), un anno dopo Garibaldi riprende la via dell’esilio tra Marocco, New York e Perù, fino al 1854. Da questo momento in poi le energie garibaldine sono al servizio dell’unità italiana, con la partecipazione a battaglie epiche, fino alla leggendaria Spedizione dei Mille, decisiva per la conquista del Mezzogiorno d’Italia.

Dopo la mancata conquista di Roma nel 1862, che lo vide sfortunato protagonista, e altre imprese dagli esiti alterni, si rifugia a Caprera, dove trascorre gli ultimi anni di vita fino alla morte, sopraggiunta il 2 giugno del 1882.


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